La Sinfonica al Chiabrera

 In Rassegna Stampa

STEFANO PEZZINI SAVONA

08-12-2007, STAMPA, IMPERIA, pag.69
08-12-2007, STAMPA, SANREMO, pag.69
08-12-2007, STAMPA, SAVONA, pag.69

Il Teatro Chiabrera ospita questa sera alle 21 Filippo Maria Bressan che dirigera’ la Sinfonica Savonese impegnata con un programma sinfonico comprendente le due Sinfonie di Haydn «La sera» e «L’Orso» e la Prima Sinfonia di Beethoven. Un appuntamento importante non solo per la possibilita’ di riascoltare nel grande sinfonismo classico la compagine orchestrale e col suo direttore stabile ma soprattutto perche’ l’appuntamento e’ anche un momento di riflessione e di impegno. Il concerto e’ infatti a favore dell’Unita’ di PEDIATRIA del San Paolo dove da anni il suo primario Amnon COHEN e lo staff, con l’imprescindibile supporto dell’Associazione Cresci-Onlus, si occupano di regalare un sorriso ai bambini degenti. Un impegno fondamentale che costa notevoli sforzi e che fa della PEDIATRIA del San Paolo un esempio vincente a livello nazionale. Per la citta’ e’ un’occasione per testimoniare il sostegno al lavoro di quanti credono in quella che lo stesso COHEN definisce «la sinfonia del sorriso». Non e’ un caso, dunque, che il programma del concerto accanto alla prima pagina sinfonica del grande di Bonn, sia incentrato su due composizioni di quello che e’ stato definito «l’umorista» della storia della musica europea. Per le sue «trovate ad effetto», per la diffusa imprevedibilita’ delle soluzioni – pur nell’ambito di una totale adesione alla forma classica – Franz Joseph Haydn (1732-1809), divertiva il pubblico suo contemporaneo, che parlava della sua musica usando termini come «arguzia» e «umorismo» (in vita venne spesso paragonato all’ironicissimo Laurence Sterne, l’autore dell’inarrivabile romanzo La vita e le opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo) e diverte ancora oggi. Se al di la’ della bellezza dell’invenzione melodica, della perfezione cristallina della forma, oggi, si dovesse citare una frase di Haydn, data l’occasione di un concerto che intende far conoscere e sostenere il lavoro di quanti regalano sorrisi ai bambini ricoverati in ospedale, nessuna sembrerebbe piu’ opportuna di questa: «Credo di aver compiuto il mio dovere e di essere stato utile al mondo attraverso le mie composizioni».

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