Defibrillatori in piscina e all’iper

 In Rassegna Stampa

il Secolo XIX del  26 marzo 2011

  | ELENA ROMANATO


Dopo le scuole, apparecchi anche alla Zanelli, al Molo 8.44 e anche al Palacrociere

La corsa inarrestabile del progetto Astengo. I defibrillatori, gli apparecchi “salvavita”, escono dalle scuole per entrare anche nel mondo degli adulti. In tre luoghi molto frequentati e che dunque giustificano la presenza degli strumenti medici come già avviene in Francia e negli Usa: la nuova piscina Zanelli, il centro commerciale Molo 8.44 di Vado e il Palacrociere, sede di convegni e di forte afflusso turistico.

Cinque nuovi defibrillatori che fanno entrare a pieno titolo il savonese tra le province esempio di solidarietà e responsabilità civile. Le nuove apparecchiature mediche verranno donate dal Rotary Club di Savona e fanno parte di un progetto che è un po’ la costola dell’iniziativa dedicata a Renzino Astengo, lanciata dal Secolo XIX mediapartner del progetto, dopo la scomparsa del bimbo avvenuta due anni fa.

L’iniziativa verrà presentata giovedì 31 marzo alle 12 nella Sala Rossa del Comune, mentre la sera all’hotel Garden di Albisola ci sarà la consegna dei cinque defibrillatori. Dei primi tre abbiamo detto, mentre gli altri due saranno donati all’ospedale San Paolo, rispettivamente al reparto di Pediatria guidato da Amnon Cohen e a quello di Radioterapia con a capo Corrado Marziano.

Ma altrettanto importante è il progetto di formazione dei volontari che verranno individuati tra il personale in servizio nei tre centri e addestrati all’utilizzo di questi preziosi strumenti di salvataggio della vita umana in caso di arresto cardiaco.

«Il nostro è un club di servizio -afferma il presidente del Rotary Savona, Giuseppe Noberasco – che quest’anno festeggia gli ottant’anni dalla sua fondazione e vuole creare attività di servizio nell’ambito del territorio in cui opera. Il nostro intervento, oltre a finanziare l’acquisto dei defibrillatori, riguarda anche l’attività di formazione delle persone che dovranno saperli utilizzare nel caso in cui questo si rendesse necessario. Questa iniziativa si è un po’ affiancata al progetto Astengo. Prima di proporla ne abbiamo parlato con l’avvocato Geri Astengo, il padre del piccolo al quale è dedicato il progetto, che ci ha spinti ad andare avanti. Ma abbiamo deciso di guardare ad un altro target, di età superiore a quella dei ragazzi ai quali si rivolge il progetto Astengo.

Abbiamo poi pensato di mettere i defibrillatori a disposizione di luoghi d’aggregazione, altamente frequentati. Per i due reparti ospedalieri, invece, si tratta di defibrillatori nuovi che dovrebbero integrare quelli già in dotazione in corsia, un po’ obsoleti».

Per ogni struttura sportiva o centro d’aggregazione al quale verranno donati i defibrillatori dovranno esserci almeno tre o quattro persone formate per il loro utilizzo, in grado di alternarsi e garantire così sempre la presenza di un volontario adeguatamente formato all’uso del macchinario.

«Sono contento che, indipendentemente dal progetto Renzino Astengo rivolto alle scuole, sia partita questa iniziativa che va a beneficio di tutti – dice Geri Astengo – non solo dei bambini. Il fatto che sia stata promossa dal Rotary, che è un club presente su tutto il territorio nazionale fa anche sperare che questo possa contribuire ad espandere il progetto anche su un territorio ben più ampio di quello savonese o ligure».

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